Si è svolto sabato 15 novembre il tradizionale Convegno d’Autunno di ATMAR,
un’Associazione da trent’anni vicina ai malati reumatologici del Trentino
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17/11/2025 Trent'anni di ATMAR: l’associazione dei malati reumatici fra storia e sfide future L'Associazione Trentina Malati Reumatici (ATMAR) celebra tre decenni di attività con un convegno scientifico di alto livello. • La presidente Lucia Innocenti: “sappiamo coniugare l’ascolto delle persone con una visione di sistema”. • La presidente onoraria Annamaria Marchionne: “appello di Atmar per il mantenimento dell'Unità Operativa Complessa di Reumatologia del Santa Chiara nell'ambito della riorganizzazione dell'azienda sanitaria”. • L'assessore alla salute Tonina: "Il volontariato può diventare parte integrante del sistema della salute trentina". • Il direttore di reumatologia Lorenzo Leveghi: “Negli ultimi trent'anni abbiamo visto un aumento del 120% delle diagnosi, grazie a una migliore capacità diagnostica e al fatto che i pazienti, seguiti meglio, vivono di più”. TRENTO, 15 novembre 2025 – Si è tenuto oggi, presso il Grand Hotel Trento, il convegno celebrativo per i 30 anni di attività dell’Associazione Trentina Malati Reumatici (ATMAR), un appuntamento di rilievo per l'intera comunità, organizzato in collaborazione con l’Unità Operativa Complessa di Reumatologia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento. L'evento ha riunito specialisti di fama nazionale, istituzioni e pazienti in un momento di confronto, informazione e sensibilizzazione sull'impatto delle patologie reumatologiche, che colpiscono il 10-12% della popolazione trentina e italiana. La Presidente Lucia Innocenti ha evidenziato in apertura l'importanza della sinergia: "L’associazione ha operato in stretta collaborazione con l’Unità operativa di Reumatologia di Trento, contribuendo alla costruzione della rete reumatologica provinciale. Tra le azioni più significative: il finanziamento di borse di studio, progetti di sostegno psicologico, donazione di apparecchiature e l’organizzazione di corsi di attività motorie. ATMAR si è sempre distinta per la capacità di coniugare l’ascolto delle persone con una visione di sistema." La storia di ATMAR: dalla fondazione alla rete reumatologica provinciale La Presidente Onoraria, Annamaria Marchionne, ha tracciato la storia trentennale di ATMAR, nata nel 1995 grazie alla lungimiranza del dott. Patrizio Cacciani e del dott. Luciano Girardi (quest'ultimo anche malato reumatico). La loro visione era quella di assicurare assistenza specialistica in Trentino, ponendo fine ai "viaggi della speranza" dei pazienti verso altre regioni. L'associazione ha avviato fin da subito campagne di sensibilizzazione e convegni per far conoscere le malattie reumatiche, sfatando luoghi comuni e accendendo i riflettori su patologie spesso ignorate. Grazie alla tenace azione di volontariato e all'interlocuzione costante con le istituzioni, ATMAR ha svolto un ruolo fondamentale per la nascita dell'Unità Operativa di Reumatologia dell'Ospedale Santa Chiara, istituita nel 2007 sotto la guida del Dott. Giuseppe Paolazzi. Successivamente, ATMAR è stata stimolo per la creazione di una rete reumatologica territoriale che oggi copre tutto il Trentino, garantendo cure omogenee e terapie specialistiche vicino al luogo di residenza dei pazienti. Le sfide future e l'appello per la sanità pubblica Marchionne ha sottolineato che il convegno deve servire a ribadire la necessità di un'azione costante e determinata nel futuro: l'appello di ATMAR è rivolto al mantenimento dell'Unità Operativa Complessa di Reumatologia del Santa Chiara nell'ambito della riorganizzazione dell'azienda sanitaria, in quanto essa risponde già efficacemente ai bisogni attuali. ATMAR continuerà a impegnarsi nella Consulta Provinciale per la Salute in difesa di un sistema sanitario pubblico forte ed efficiente. "Essere curati sulla base della propria dignità di persona e non del proprio reddito è indice di civiltà," ha affermato Marchionne. Ponti e Resilienza: L'associazione è e deve rimanere una "casa comune" che costruisce ponti verso le persone che la malattia spesso isola, agendo con senso etico, responsabilità e resilienza di fronte alle nuove sfide tecnologiche come l'intelligenza artificiale e la telemedicina. Sanità e volontariato: una sinergia essenziale Gli interventi dei rappresentanti istituzionali in apertura del convegno hanno sottolineato il ruolo cruciale del volontariato. L’Assessore provinciale alla Salute, Politiche Sociali e Cooperazione, Mario Tonina, ha dichiarato: "Trent’anni rappresentano un traguardo significativo che testimonia la dedizione con cui ATMAR accompagna le persone affette da patologie reumatiche offrendo accoglienza, ascolto e sostegno. Un impegno quotidiano che rappresenta l’esempio di come il volontariato può diventare parte integrante del sistema della salute trentina." L’Assessora comunale alle Politiche Sociali, Giulia Casonato, ha espresso gratitudine: “ATMAR ha portato grande cura e attenzione, permettendo di tenere alta l'attenzione su questi temi e sulle persone affette e le loro famiglie. Questo è un ottimo esempio di come sanità, associazioni e comunità lavorino insieme per promuovere la salute e la qualità della vita.” Un ringraziamento è giunto anche dalla Dott.ssa Tiziana Dal Lago, Presidente dell'Ordine dei Farmacisti, che ha ribadito la disponibilità delle farmacie a veicolare il materiale informativo per ampliare la conoscenza delle attività di ATMAR. Aggiornamenti scientifici e sfide future Il convegno è stato un momento di approfondimento scientifico di alto livello, moderato dai direttori (di oggi e di ieri) della Reumatologia del Santa Chiara di Trento – Dott. Lorenzo Leveghi (f.f.), Dott. Roberto Bortolotti e Dott. Giuseppe Paolazzi – insieme al Dott. Armin Maier (Bolzano). Di “Fibromialgia oggi “ hanno parlato il dott. Stefano Stisi, già direttore di reumatologia di Benevento e un luminare della materia come il prof. Piercarlo Sarzi Puttini, direttore dell’unità operativa di reumatologia dell’ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano. Sull’“Osteoporosi, ieri oggi e sviluppi futuri” è intervenuto il dott. Giovanni Adami, brillante esponente della “scuola di Verona” all’interno di reumatologia della clinica universitaria scaligera e di “Artrite reumatoide, una sfida continua” ha parlato il prof. Marcello Govoni dell’Università di Ferrara. La situazione in Trentino Il Dott. Lorenzo Leveghi, direttore f.f. dell’Unità operativa di reumatologia del Santa Chiara, ha evidenziato l'evoluzione del panorama clinico: "Il Trentino segue l’andamento italiano, dove le malattie reumatiche colpiscono circa 5 milioni di persone. Negli ultimi trent'anni abbiamo visto un aumento del 120% delle diagnosi, grazie a una migliore capacità diagnostica e al fatto che i pazienti, seguiti meglio, vivono di più. Se parliamo di artrite reumatoide, che è la malattia più rappresentativa, in Trentino abbiamo circa 300 nuovi casi all'anno, su circa 3000 pazienti che seguiamo. Fattori come il fumo, la ridotta attività fisica e l’obesità incidono sullo sviluppo, ma negli ultimi trent’anni abbiamo anche assistito a un aumento incredibile delle terapie a disposizione, sempre più raffinate. Questo ci fa guardare al futuro con fiducia." Durante il convegno è stato presentato il video a cura di Giulia Fontanari dal titolo "Back to the Future" , che ha permesso di "entrare" nell'Unità Operativa di Reumatologia del Santa Chiara, mostrandone l'organizzazione e gli operatori.RIVEDI IL CONVEGNO
BACK TO THE FUTURE
LA REUMATOLOGIA TRENTINA